Una giornata in spiaggia
Ieri mattina mi sono alzato presto e ho fatto colazione con un bicchiere di latte e tre biscotti.
Francesca ci ha portati in spiaggia al sorgere del sole. L’aria era fresca e c’era quel tipico grigiore delle mattine estive, calde e senza vento. Poi il sole si è alzato nel cielo e la nebbia è
scomparsa. Mi sono disteso sulla sabbia a godermi i raggi del sole, stavo così bene che mi sono addormentato di nuovo.
Mi ha svegliato Erica per chiedermi di fare il bagno e così ci siamo fatti una bella nuotata. Mi diverto molto con Erica, anche se non mi piace quel suo continuo scherzo di buttarmi sotto. Io
resisto per un po’, poi mi manca l’ossigeno, apro la bocca e mi bevo l’acqua di mare.
Erica è veramente brava a nuotare, ha vinto una medaglia d’oro, due d’argento e tre di bronzo ai campionati regionali. Io invece sono scarso, mi muovo in modo scomposto, vado sempre a sbattere
contro qualche roccia e quando esco mi ritrovo ogni volta con un po’ di sangue che mi esce da un braccio o da una gamba.
Dopo un’ora di nuoto, siamo tornati su ed io avevo una gran fame. Francesca ci ha portati al bar ed io ho preso un succo di frutta, due tramezzini tonno e uova, la macedonia con la panna montata
e una crostata al mirtillo. Erica ha preso i tramezzini maionese e gamberetti, che a me non piacciono. Francesca, come al solito, solo un’insalata condita con l’aceto, senza neanche un po’ di
olio e sale.
Siamo stati proprio bene sulla terrazza del bar, dopo il pranzo volevamo fermarci a giocare a carte, ma c’erano due sul tavolo di fianco al nostro che bevevano vino e fumavano. Il fumo di
sigaretta mi dava tanto fastidio, anche se eravamo all’aperto. Meglio tornare sotto l’ombrellone, ci siamo detti.
Abbiamo steso un telo e abbiamo giocato a carte fino a quando si è alzato il vento, il cielo si è coperto di nuvole e allora abbiamo deciso di tornare a casa. Mentre rientravamo ha cominciato a
piovere forte forte. È venuta giù tanta acqua in poco tempo, la strada di terra battuta si è riempita di pozzanghere ed io correndo ho messo entrambi i piedi nell’acqua fangosa, sporcandomi le
scarpe di tela nuove. Francesca si è arrabbiata perché dice che non guardo dove vado.
È stata una giornata fantastica! In casa alla sera ero così contento che non mi è dispiaciuto nemmeno quando Francesca mi ha detto che era il mio turno di lavare i piatti. Mi sono divertito a
mettere tanto detersivo e a giocare con il soffice strato di bolle che si è formato, un po’ meno divertente è stato quando Francesca si è arrabbiata di nuovo perché pulivo la pentola con la
paglietta d’acciaio e l’ho graffiata.